– Oggi una ringhiera da guardia mi ha ringhiato. Si potrebbe dire che sia nella sua natura, ma il ferro battuto è aggressivo solo perché viene picchiato, altrimenti sarebbe dolce.

– Lei crede dunque che ciò che separa la proprietà privata dalla proprietà da privare sia solo frutto dell’albero della violenza?

– Non dico questo (e mento nel dirlo). Però se ci soffermiamo a pensare alle imposte, alle persiane, alle vivamente consigliate e alle siamesi (gemelle o meno), potremo notare che per loro “chiusura” non significa solo timidezza.

– Questo è scontato.

– Le imposte non sono mai scontate: come la legna si impilano a tasse. E il legno… il legno sa distinguersi. Si pensi alla differenza tra faggio, faggiolo e faggiano; tra abete, abate ed ebete; tra pino marittimo, antonio montanaro e lucio (come pesce di fiumme).

– Qui stiamo sconfinando nell’etimologia.

– Non mi permetterei mai: con lei ho un patto di non belligeranza. La verità è che il metallo, oggigiorno, non è più lo stesso. Sono finite le età del rame, del bronzo del ferro e dell’oro… per non parlare dell’età del loro: per essere terza persona plurale è singolarmente primo.

– Mi faccia capire. Sta dicendo che il metallo ha superato la sua utilità, oppure è l’utilità che è rimasta indietro, e quindi fu utilità?

– E’ un po’ entrambe le cose. Tornando a parlar di case: preferisce le Dolomiti o le Domoliti (abitazioni in pietra)? Abiterebbe forse in un sasso? Come vede l’abitazione è questione di abitudine. Se ben intendo quel che intendo far capire è che in molti dicono che apprezzano il metallo, ma nessuno si farebbe mai una casa a guisa di ghisa.

– Ma questo cosa c’entra? Il metallo è un accessorio: e i fermacravatta e i gemelli al polsino ne sono una prova. A nessuno piacerebbe abitare dentro un blocco d’acciaio, neanche in periodo di blocco del traffico.

– Il metallo centra spesso: si pensi ai proiettili. Il legno, invece, è un retaggio del passato, con il quale non si pescano che ricordi a strascico.

– Quindi il punto non è tanto il metallo in sé e per sé, ma la sua distribuzione del tempo.

– Per certi versi si, ma sono versi gutturali.

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