Come quando le cubiste dipingono in discoteca, e la rosa dai venti ti indica la direzione verso l’erosione. Come quando dettare il passo è solo un esercizio per gente che scrive con i piedi, e il raccolto se ne sta raggomitolato nel suo granaio. Come quando lo ioduro di s’odio s’ammorbidisce con l’amore, e il Fiume Giallo dimostra la sua incontinenza. Come quando il chirurgo plastico fa un orecchio da mercante, e gli stand del padiglione auricolare si riempiono di cerume. Come quando chi getta il sesso nasconde la mano, e l’idrante racconta bugie liquide che fanno acqua da tutte le parti. Come quando il pipìstrello pensa che orinare a testa in giù non sia una buona idea, e le serie televisive sorridono per la prima volta. Come quando la relatività colonnello viene promossa a relatività generale, e il carro amato non corrisponde l’affetto. Come quando l’estrazione della lotteria orale determina vincite incisive, e almeno un mongolo non sa cosa sia un cingolo. Come quando aver carta bianca fa la differenza in bagno, e il tempo delle mele non è stato avvertito dell’ora legale. Come quando la tutta da meccanico è in riparazione completa, e la ragione fa il filo al discorso. Come quando i bambini si addormentano giocando a ghirotondo, e i medici vengono condotti altrove. Come quando un frase finisce quando meno te l’.

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